Bomarzo e il Parco dei Mostri

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Secondo i racconti, il bosco sarebbe dedicato ad un grande amore, la moglie, fino a dedicarle alla sua morte il cosiddetto Tempio, che si trova su una piccola altura all’interno del parco.

Dopo la morte del Principe, gli eredi abbandonarono il parco, e solo dopo 400 anni, la famiglia Bettini, recuperò con restauri e lavori quello che oggi possiamo ammirare. Tanti aggettivi sono stati dedicati a questo parco monumentale, come tanti dipinti ed anche molti versi di pittori e di poeti. Alcuni lo chiamano come “bosco sacro”, o come “bosco iniziatico”, che, nelle intenzioni del Principe Orsini, voleva segnare il percorso di evoluzione dell’uomo. È probabile invece che volesse solo dar vita ad un gigantesco palcoscenico fatto di mostri di pietra, animali fantastici, Eroi (come Ercole), ma nulla che avesse un significato “esoterico” nel vero senso del termine: da esòteros, interiore, comparativo di èsò o iso, che vuol dire dentro. Ovvero un linguaggio interiore riservato solo a coloro che potevano capire.
Il bosco nasconde meraviglie in pietre. Una volta comprato il biglietto, un piccolo viale alberato vi condurrà all’interno del parco. E, ad accoglierci, due sfingi greche, poste all’entrata. Vi avventurerete osservando un Elefante che sta per uccidere un guerriero (un legionario romano), un Orco nella cui bocca vi è un tavolo (di pietra), Ercole che squarcia Caco, ed altre creature fantastiche. Ed infine, quasi al ritorno da questa visita, potrete osservare il Tempio, ricordo di un amore perduto.

LE SFINGI
Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder meraviglie alte et stupende venite qua…
thumbs bomarzo parco dei mostri 02 sfibnge Bomarzo e il Parco dei MostriLe sfingi si trovano subito, non appena entrati nel bosco, sotto un arco di pietra. Vi sono anche delle scritte sotto ai guardiani fatti di roccia.
Sotto una troverete: “Chi con cigli inarcate et labbra strette non va per questo loco manco ammira le famose del mondo moli sette.” E l’altra: “ Tu ch’entri qua pon mente parte a parte e dimmi poi se tante meraviglie sien fatte per inganno o pur per arte”. Il motivo per cui è stata scelta la sfinge greca, richiama probabilmente la sua funzione di guardiano delle città sacre. Il nome in greco antico è Σφιγξ, ovvero “strangolatrice”.
Ed a questo punto avete due strade, una a sinistra ed una a destra. Girando subito a sinistra, troverete delle figure che incarnano gli dei più antichi: Saturno, Giano, Fauno Evando e la Triplice Ecate. Ecate fu una dea della mitologia greca. Era in grado di viaggiare liberamente tra il mondo degli uomini, quello degli Dei ed il regno dei Morti e sovente viene raffigurata con delle torce in mano.

PROTEO E GLAUCO
Proteo è una figura della mitologia greca, figlio di Oceano e Teti. La sua particolarità stava nel poter cambiare forma ad ogni momento.

IL MAUSOLEO
Sulla vostra strada troverete un masso dimezzato e divelto sul terreno. Sul frontone vi sono delle figure che ricordano la tomba della Sirena situata nella città di Sovana. Sovana è una città etrusca che si trova a pochi chilometri da Viterbo. Qui vi sono diversi siti archeologici interessanti, tra cui appunto la tomba della Sirena nella necropoli. La facciata della tomba ricorda lo schema della facciata della casa etrusca. Proprio sul frontone vi sono delle sculture ad altorilievo che rappresentano una sirena che stringe tra le sue due code due giovanetti. Sempre sul mausoleo vediamo una ninfa marina tiene in mano una melagrana. E con questa immagine, scendiamo le scale di pietra poste sulla nostra destra, finché non vedremo una lotta tra giganti…

ERCOLE E CACO
Se rodi altier fu già del suo colosso pur di questo il mio bosco anco si gloria ed per più non poter fo quanto posso.Parco dei Mostri - Qualcuno dice che possa rappresentare l'Orlando Furioso" href="http://www.fabrizio.biz/wp-content/gallery/parco-dei-mostri/bomarzo_parco_dei_mostri_08_ercole_e_caco.jpg" rel="shadowbox[post-63];player=img;">thumbs bomarzo parco dei mostri 08 ercole e caco Bomarzo e il Parco dei MostriRodi fu chiamata la città dei cento colossi per la presenza di numerose statue colossali. Scendendo tra i gradini, compare la lotta tra due giganti, Ercole, che ha la meglio, e Caco. Caco (dal latino Cãcus) secondo alcuni è un dio del fuoco, altri studiosi invece lo identificano con un numen del luogo, un eroe locale di Roma. Caco viveva in una grotta dell’Aventino ed appare nella decima Fatica di Ercole.
I fatti: Ercole tornò dalla sua spedizione nell’Occidente mediterraneo, si fermò a far pascolare i buoi sottratti a Gerione nel sito del futuro Forum Boarium durante il suo riposo. Caco non rubò tutta la mandria, ma portò via solo alcuni animali e li nascose nella sua grotta. Per non lasciare tracce trascinò gli animali per la coda, costringendoli a camminare all’indietro: in questo modo le tracce sembravano dirigersi fuori dalla caverna e non verso
di essa. Al risveglio di Ercole, questi si accorse della sparizione, e sentendo i muggiti da lontano, individuò il luogo di prigionia. Ercole affrontò Caco, il quale avendo tre teste soffiava fuoco dalla sue bocche. Ercole mise mano alla sua mazza e lo uccise.
Un’altra versione racconta di Caco che si nasconde nella sua caverna ammassando rocce all’entrata e che sfida in questo modo gli attacchi di Ercole. In ogni caso Ercole riesce a sopraffare Caco, togliendo i massi ad uno ad uno….
Oltre ai due personaggi, si intravedono intorno a questa scultura un elefante che fa capolino, un guerriero con una corazza ed Ercole che sovrasta il tutto. Scendiamo ancora per vedere cosa ci aspetta…

TARTARUGA, DONNA, BALENA
thumbs bomarzo parco dei mostri 17 tartaruga Bomarzo e il Parco dei MostriScendendo dalle scale di pietra si può intravedere un curioso gruppo: una gigantesca figura di Tartaruga, che sostiene sul suo dorso il simulacro di una donna. La figura della donna si trova su una sfera e rappresenta la vittoria alata: Nike. Gli occhi della tartaruga fissano le fauci spalancate di un animale che spunta dal fossato antistante, pronto ad inghiottire la preda. La figura della tartaruga è curiosa: è posizionata su una pietra, che ad un’estremità, e cioè verso il torrente, è a forma di prua. Questa scena simbolica Logorio l’ha resa ancora più esplicita posando sul dorso della tartaruga, sopra la sfera, una vittoria alata. La tartaruga, nel simbolismo dei primi Padri della Chiesa, era il simbolo dell’attaccamento alla terra. In questo contesto si potrebbero esaminare le due statue: Nike, la vittoria alata, figlia di Pallante e di Stige, e, appunto la tartaruga, la terra, ciò che fa da gradino alla dea.

PEGASO, IL CAVALLO ALATO
thumbs bomarzo parco dei mostri 18 pegasus Bomarzo e il Parco dei MostriVicino alla tartaruga si trova il cavallo alato, Pegaso, che cerca di volar via ad annunciare la vittoria agli Dei. Pegaso lo ritroviamo in varie leggende, soprattutto in quella di Perseo e Bellerofonte. Si faceva derivare il suo nome dalla parola greca che significa sorgente e si raccontava che era nato “alle fonti dell’Oceano”, nell’estremo Occidente, quando Perseo uccise la Gorgone.

LE SCULTURE
Una volta allontanati dalla Fontana con il Pegaso alato, e proseguendo verso il sentiero, alla nostra sinistra troveremo un tronco d’albero scolpito su un masso. Alla destra invece apparirà una scultura a forma di torretta di carro armato. Nessuna interpretazione da parte degli studiosi, che sulle guide invitano a proseguire dritto. E andiamo avanti.

VENERE SU CONCHIGLIA
Ligorio la definisce “Venere virile”, amica di Marte, guardiana della castità, della Patria e della Virtù. Venere nella conchiglia è un tema che troviamo ricorrente in ogni tempo: dall’affresco di Pompei fino alla Venere di Botticelli. Nella Grecia era chiamata Afrodite. A Roma rappresentava il fascino, la bellezza, il desiderio, ed a lei era dedicata la festa della primavera (il primo aprile vi era infatti la Veneralia). Nel mito greco Afrodite nasce dalla schiuma del mare sulle coste dell’isola di Cipro (Afrodite deriva da aphrós, schiuma appunto). Era anche soprannominata Anadyomene, ovvero “colei che emerge dal mare”. Molto interessante è la differenza che pone Platone: due erano le personificazioni dell’amore: una volgare (Aphrodite Pandemia) e l’altra celeste (Aphrodite Urania). Pandemia è chiaro il significato: dal
greco pandèmia, da pan, tutto e dèmos, comune, popolo. Ovvero malattia che attacca un gran numero di persone in un paese.

LA CASA PENDENTE
thumbs bomarzo parco dei mostri 22 la casa pendente Bomarzo e il Parco dei MostriLa casa pendente è stata costruita sopra un masso inclinato, e non è l’effetto di uno smottamento o di un terremoto. Pare che la casa si trovi all’inizio della primitiva entrata. Qui Vicino Orsini voleva dare una prima emozione ai visitatori del suo parco. Proseguiamo la nostra visita. Una volta saliti i pochi gradini alla sinistra, troveremo due file di vasi con le scritte logorate dal tempo. Ma di fronte ci aspetterà una sorpresa…

NETTUNO
Oltrepassati i vasi, al centro della gigantesca vasca, troviamo il dio dei mari, Nettuno, che tiene un piccolo delfino sotto ad una mano. Di fianco un grande delfino che apre la bocca. Nettuno è il dio dei mari identificato con Poseidone. La sua festa veniva celebrata il 23 luglio, nel momento della grande siccità. Il delfino è invece legato, tra le tante cose, anche ad Apollo: si narra che Apollo prese le sembianze di un delfino per condurre i Cretesi a Delfi, dove edificarono un tempio a suo nome. Un delfino avrebbe anche favorito le nozze tra il dio Poseidone e la sua sposa Anfitriti.

LA NINFA DORMIENTE
Sospesa nel mondo dei sogni e del sonno, troviamo la ninfa dormiente. Ligorio la chiama Nife, ed al suo fianco vigilava un cane di pietra, che fu decapitato quando il luogo venne abbandonato. Le ninfe vengono definite come “giovani donne” e popolano la campagna, i boschi e le acque. Sono gli spiriti dei campi e della natura, in genere, e portano fecondità e grazia. Nonostante siano divinità secondarie, intermediarie tra Zeus e il mondo umano, possono essere anche temibili.

LA DEA CERERE
Torniamo sui nostri passi e troveremo un altro personaggio mitico: Cerere. Si trova in mezzo ad agavi e vi sono anche altre figure di contorno, come due tritoni che trattengono un fanciullo che gioca alle spalle della dea. Nel nostro cammino, ancora una volta troviamo un delfino che unisce a sua volta Anfitrite5 a questo gruppo. Cerere è circondata da grandi vasi. Il suo nome deriva dal latino Cěrēs, ed è il nome romano della dea greca Demetra. Come Osiride insegnò
l’arte dell’agricoltura agli uomini (dove il composto “terra” in realtà era il genere Umano stesso) così anche Demetra-Cerere per i greci ed i romani, era Colei che portò agli uomini la coltivazione dei campi: per questo motivo veniva rappresentata come una matrona severa e maestosa, con una corona di spighe sul capo, una fiaccola in una mano ed un canestro ricolmo di grano e di frutta nell’altra.

L’ELEFANTE
thumbs bomarzo parco dei mostri 13 elefante Bomarzo e il Parco dei MostriSi tratta di una delle sculture più grandi del parco. Un elefante, sormontato da una torre, che stritola con la sua proboscide un Legionario. Il riferimento sicuramente va ad Annibale, comandante militare dell’antica Cartagine, ed alle sue battaglie contro Roma, rappresentato appunto dal legionario.

IL DRAGO
Il cammino ci porta direttamente tra le fauci di un … drago! Sì,proprio un drago, circondato ed attaccato, da tre animali: un cane, unleone, un lupo (secondo Ligorio simboli della primavera, dell’estate edell’inverno, ma probabilmente vi è dell’altro ancora…). Il drago alato di Bomarzo si trova a vegliare sulle fontane e due deglianimali che lo assalgono (la lupa e il leone) sono gli stessi che sbarrano ilpasso a Dante Alighieri nel primo Canto dell’Inferno…

L’ORCO
thumbs bomarzo parco dei mostri 11 orco Bomarzo e il Parco dei MostriSi tratta della più famosa scultura dell’intero parco delle meraviglie: un’enorme testa di un uomo, impietrita da un grido. Viene chiamato Orco e sulle sue labbra troviamo scritto: “Ogni pensiero vola”. L’orco fa spavento da lontano, poi man mano che si avvicina e si salgono i gradini, si può intravedere un tavolo ed una panca di pietra. È naturalmente possibile varcare la soglia per entrare dentro questa grande costruzione.

IL VASO GIGANTE
Nel proseguire la visita, verso sinistra, apparirà un gigantesco vaso. Alla base di questa opera in pietra possiamo vedere l’effige della Medusa. Pare che questo vaso sia la replica in pietra di altri due vasi che c’erano a Roma: uno nella piazza di Santa Maria Maggiore, l’altro in piazza dei Santi Apostoli. Quest’ultimo è già menzionato in un documento del 1183 con il nome di “calix marmoreus”.

PROSERPINA
Prima ancora di salire l’ultimo tratto di scale, giriamo a sinistra dove ci accoglierà Proserpina. La statua ci accoglie a braccia aperte. Proserpina è la versione romana della dea greca Persefone o Kore. La leggenda narra che Proserpina era figlia di Cerere; venne rapita da Plutone, re dell’Ade mentre coglieva i fiori sulle rive del Lago Pergusa presso Enna. Plutone la sposò e divenne regina dell’Ade. Dopo che la madre ebbe chiesto a Zeus di farla liberare, poté ritornare in superficie, a patto che trascorresse sei mesi all’anno ancora con Plutone. Davanti a Proserpina vi è lo stemma degli Orsini, due orsi. Uno porta il blasone, l’altro invece la rosa romana. Ma la visita non è finita: ecco a voi Echidna e Furia. Echidna (“la Vipera”) è un mostro con il corpo di una donna, ma con una coda di serpente al posto delle gambe.

IL TEMPIETTO
thumbs bomarzo parco dei mostri 27 tempietto Bomarzo e il Parco dei MostriIl Tempio, non faceva parte delle meraviglie del luogo, ma fu costruito venti anni dopo in onore della seconda moglie dell’Orsini, che era una principessa Farnese. La famiglia Bettini che ha restaurato il complesso l’ha dedicato in memoria di Tina Severi Bettini, deceduta anche a causa di una contusione durante i lavori di ripristino del parco. All’esterno del tempio (l’interno non è accessibile) vi sono i segni zodiacali. Questi i segni zodiacali non sono in ordine secondo lo zodiaco (Ariete, Toro, Gemelli, etc), ma si trovano disposti secondo il sistema solare. Infatti l’abside corrisponde al mese di Luglio e del Segno del Leone, governato dal Sole. Poi troviamo il segno del Cancro (con la Luna).  Successivamente troviamo gli altri pianeti: Mercurio (che ha domicilio sia in Gemelli che in Vergine), Venere (domiciliata in Toro e Bilancia), Marte (Ariete e Scorpione), Giove (Pesci e Sagittario), Saturno (Acquario e Capricorno). Si può dedurre quindi che chi realizzò questa disposizione aveva cognizioni di astrologia e
di astronomia. Tra l’altro la costruzione del Parco delle Meraviglie era iniziata qualche anno dopo la pubblicazione del “De revolutionibus orbium coelestium” di Copernico, dove l’astronomo polacco esponeva la sua tesi della teoria eliocentrica.

Per questa guida del Parco dei Mostri si ringrazia l’autore, Luigi Manzo, fondatore del sito Manuali.net. Il testo integrale ed ancora più approfondito potete scaricarlo qui Clicca qui per la Guida del Parco dei Mostri di Bomarzo

INFO E COSTI
Il Parco è aperto tutti i giorni dell’anno con orario continuato dalle 8,00 al tramonto.
L’ingresso è a pagamento: biglietto singolo 9 euro; bambini da 4 ad 8 anni 7 euro; gruppi (minimo 30 persone, con lettera dell’Ente promotore) 7 euro ed una gratuità; scuole 5,50 euro (con lettera della scuola) ed una gratuità ogni 15 persone. Per i gruppi, è preferibile la prenotazione.
Il parco dispone di rivendita di souvenir, di bar, ristorante con servizio al tavolo o self-service, giochi per bambini, campo da calcio, videogiochi, area pic-nic e servizi igienici. Per poter pranzare al ristorante ed usufruire di un prezzo agevolato, è necessario prenotare la settimana precedente la visita. È prevista la possibilità di sosta per camper e caravan al costo di 5 euro per carico e scarico e di 8 euro per la permanenza di un giorno.
Parco dei Mostri
Località Giardino – 01020 Bomarzo VT
Telefono: +39 0761 924029

http://www.parcodeimostri.com



VIDEO del Parco di Bomarzo:

MAPPA INTERATTIVA

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2 Responses to “Bomarzo e il Parco dei Mostri”

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